Il Comitato ha scelto di avviare il 100% degli PFU al recupero di materia non prendendo in considerazione opzioni meno sostenibili quali ad esempio l’utilizzo come combustibile per cementifici o la termovalorizzazione. Numerosi i possibili riutilizzi del polverino prodotto dal recupero di questa speciale tipologia di rifiuto che, se gestita correttamente, permette un risparmio notevole di CO2 nell’ambiente: nel 2014 l’avvio al riciclo degli PFU derivanti dai veicoli a fine vita ha consentito di evitare l’emissione in atmosfera di quasi 39.000 tonnellate di anidride carbonica equivalenti.
La scelta del recupero di materia consente di produrre materie prime seconde ed evitare il consumo di materie prime non rinnovabili. Il principale componente riciclato dagli PFU è la gomma, pari a circa il 70% in peso. Il 20% è rappresentato da metalli ferrosi, principalmente acciaio e il restante 10% da fibre tessili. Dal punto di vista ambientale, nel 2014 il riciclo di oltre 19.000 tonnellate di PFU ha generato più di 13.000 tonnellate di granulato di gomma, quasi 4.000 tonnellate di metalli e circa 2.000 tonnellate di fibre tessili.
La gomma, dopo una prima frantumazione e la separazione dei diversi materiali, viene avviata a ulteriori triturazioni in impianti di trattamento dedicati. Si ottengono così frammenti di diverse granulometrie, adatti ad essere riutilizzati per diversi impieghi: sottofondi stradali o creazione di pavimentazioni sportive, pannelli fonoassorbenti, arredo urbano e decine di altri usi. Infine il polverino (con diametro molto piccolo) può essere mescolato ad asfalti e cementi migliorandone le proprietà meccaniche. Rispetto a quest’ultimo punto, il mercato delle materie prime seconde derivanti da PFU in Italia stenta ancora a decollare soprattutto a causa dello scarso impiego del polverino negli asfalti, differentemente dall’estero in cui è sempre più diffuso grazie a politiche di “green procurement” più efficaci.
L’acciaio e gli altri materiali ferrosi, invece, possono essere fusi per la produzione di nuovo acciaio mentre le fibre tessili possono essere riciclate presso maceri specializzati.
Da uno studio della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, inoltre, è stato stimato che, recuperando la gomma, l’acciaio e le fibre tessili contenuti nei PFU, si ottiene una riduzione di gas serra pari a circa 2 kg di CO2 equivalenti per ogni kg di PFU.